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Questioni di identità nell'era nuova dell'AVO
Cagliari · 2000
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La testimonianza
Il bicchiere d’acqua diventa il simbolo di AVO perché nasce da un episodio semplice ma profondamente rivelatore. Nel 1967, all’ospedale Niguarda di Milano, il dottor Erminio Longhini ascoltò il lamento di una donna anziana che chiedeva insistentemente solo un bicchiere d’acqua. Nessuno rispondeva a quella richiesta: non le altre degenti, non il personale impegnato in altre mansioni.
Quell’indifferenza colpì profondamente Longhini, che iniziò a interrogarsi su chi dovesse farsi carico dei bisogni elementari di una persona sola e fragile. Da quella domanda — “A chi tocca?” — maturò nel tempo l’idea di un volontariato capace di prendersi cura non della malattia, ma della persona, attraverso piccoli gesti concreti. Il bicchiere d’acqua rappresenta così l’essenza di AVO: una presenza umana attenta, che risponde ai bisogni semplici ma fondamentali, spesso invisibili.
Storia di AVO Cagliari ODV
L’ AVO – Associazione Volontari Ospedalieri nasce a Milano nel 1975 per iniziativa del professor Erminio Longhini, medico primario che trasformò un’esperienza dolorosa in un progetto di solidarietà, fondando un’associazione dedicata alla presenza e all’ascolto degli ammalati.
Nel 1985 questa esperienza arriva anche a Cagliari grazie all’intuizione di Padre Franco Murgia, frate cappuccino e allora cappellano dell’Ospedale Brotzu. Durante un soggiorno nel Nord Italia conobbe alcuni volontari AVO e, colpito dal valore umano dell’iniziativa, decise di realizzarla anche nella sua città. Con il sostegno di alcuni amici, nacque così AVO Cagliari, che iniziò il servizio nei reparti del Brotzu dopo la firma di una convenzione con la ASL.
Nel 1988 AVO Cagliari entrò a far parte della rete nazionale Federavo, condividendo ancora oggi i valori fondanti dell’associazione: solidarietà, gratuità, amicizia e dono di sé, per dare ogni giorno un senso alla sofferenza attraverso la relazione umana.
Le volontarie e i volontari di AVO Cagliari ODV prestano oggi il loro servizio in diverse strutture ospedaliere, RSA e case di riposo della città.
